Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

Titicaca parte seconda

Pubblicato: 8 aprile 2014 in Uncategorized

Finalmente al via la seconda missione programmata  nel lago Titicaca in Bolivia.

Dopo gli entusiasmanti ritrovamenti dell’anno scorso, tra i quali si contano splendidi incensari in ceramica e lamine in oro, l’ULB di Bruxelles ha deciso di rifinanziare fino al 2017 gli scavi subacquei. La partenza è quindi fissata per l’11 maggio con rientro in Europa il 3o giugno.

L’equipe sarà composta da 8 subacquei, tra archeologi e tecnici  provenienti da diversi paesi europei e 1 boliviano in formazione, 4 restauratrici e 2 tecnici addetti al ROV.

Il progetto è quello di continuare le indagini presso l’isola sacra di Khoa e il suo ricco sito di offerte.

per stimolare la vostra fantasia allego il trailer del documentario che a breve sarà distribuito…spero anche in Italia

 

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Huaculliani…

Pubblicato: 17 giugno 2013 in Uncategorized

Dalle Alpi alle Ande

Pubblicato: 21 maggio 2013 in Uncategorized

Proyecto Huiñaimarca (PH13) – Lago minore Titicaca, Bolivia

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Dopo quasi cinque anni di preparazione, la prima missione archeologica di scavo subacqueo nelle acque del lago Titicaca, nella parte Boliviana, vedrà il suo inizio martedi 28 maggio e fine il 2 agosto, con la partenza dall’aeroporto di Bruxelles della parte europea dell’equipe di ricerca.
Dopo qualche giorno di ambientazione al nuovo clima, sarebbe infatti impensabile immergersi appena arrivati a causa delle diverse condizioni climatiche date dall’altitudine: 3800 m di quota, il lago più alto al mondo.
L’emozione è palpabile, ma la motivazione che ci spinge fa superare tutte le paure.
Scopo della ricerca è l’identificazione e lo studio, con il recupero si spera di oggetti cerimoniali e non, di un’ampia zona residenziale e cerimoniale della civiltà Tiwanaku (500-1050 a.C.) posta a circa 12 km dai già noti siti archeologici terrestri.
Nelle nostre aspettative si rispecchiano i ritrovamenti di enormi steli antropomorfe in pietra locale, urne votive con statuette d’oro all’interno e molta ceramica. Benché di notevole valore storico, sono questi reperti già noti, anche se in numero esiguo. Una vera novità sarebbe il ritrovamento di un’antica zattera in totora, gli arbusti che crescono lungo le rive del lago, con i quali ancora oggi si costruiscono le tipiche barche utilizzati sul lago.

Sito archeologico Tiwanaku, il grande tempio (500.1050 a.C.)

Sito archeologico Tiwanaku, il grande tempio (500.1050 a.C.)

Grazie all’appoggio delle autorità boliviane, l’associazione CASA espressamente creata, ha ottenuto le autorizzazioni necessarie ed esclusive per tre anni. Scopi di questo primo anno sono:

– affinare i modelli di fluttuazione del livello del lago grazie all’identificazione delle antiche rive (strato vergine, Tiwanaku, Inca e Coloniale) grazie allo scavo stratigrafico e ai carotaggi
– identificazione delle zone d’occupazione e della loro estensione durante il periodo pre colombiano delle aree attualmente sommerse.
– quantificare il volume del materiale archeologico sommerso e studio, valorizzazione e conservazione dei manufatti
– analisi dello stato di conservazione dei manufatti

Centre d'Archéologie Subaquatique Andine – CASA www.casa-titicaca.com

Centre d’Archéologie Subaquatique Andine – CASA
http://www.casa-titicaca.com

Missione Rodano

Pubblicato: 7 novembre 2012 in Uncategorized

Finita la campagna programmata per la continuazione della “Carta archeologica di Camargue” presso Les Saintes Maries de la mer, l’equipe si è trasferita sul sito di Arles. Scopo della missione arricchire il già florido paniere della carta archeologica della città con prospezioni mirate e, contestualmente, procedere più nel dettaglio con uno scavo stratigrafico accanto al settore indagato l’anno passato.

Nonostante qualche piccolo intoppo di natura tecnica, la missione si è svolta con grande regolarità ed efficienza. Durante le settimane centrali di campagna, ancora condizionate dalla presenza dei volontari in vacanze, siamo arrivati ad un totale di quasi venti subacquei. Il tutto, ovviamente, a totale beneficio della ricerca.

Per quanto riguarda i ritrovamenti di un certo valore, non posso dire che siano stati innumerevoli, ma sicuramente di qualità.

Lo scavo stratigrafico, su un quadrato di ricerca di 3x3m addossato al relitto di ARH8, ha permesso di studiare le tipologie di piena nei secoli, la loro potenza e fare una stima dell’area alluvionata. Quest’ultimo dato risulta particolarmente interessante al fine di avvalorare la tesi di Luc Long, secondo il quale il ricco “giacimento” di materiali prezioni sia opera di una grande piena.  Gli archeologi terrestri, giusto in corrispondenza della nostra area di ricerca, hanno reperito a 6m di profondità, quindi quasi a pelo d’acqua nel II sec., un forno a calce. E’ quindi possibile che le acque vorticose abbiano trascinato verso il letto del fiume tutti quei materiali ammassati senza la possibilità di recupero…fino ad oggi.

La stratigrafia, analizzati in macrostrati, si presenta alquanto regolare: sabbia-pietrisco e rami con fogliame-argilla molto compatta-sabbia e via dicendo. Maggiore è la profondità, minore la presenza di materiali moderni. Per quanto riguarda la datazione degli oggetti più antichi, qui nasce il problema. Benchè gli strati di argilla totalmente sterili, abbiano sigillato i macro strati, il gap temporale della ceramica varia dal I al IV sec. senza grande regolarità. La stratigrafia in ambiente fluviale è molto complicata, è possibile quindi fare una stima approssimativa basandosi sia sulla ceramica che sulle decine di monete ritrovate.

 

Gioielli in oro – Foto M. Chanas 2ASM

 

Purtroppo il fiume è capriccioso e se per la prima parte di missione è stato clemente regalandoci anche 1m di visibilità, le ultime due settimane sono state difficili. L’ottimo lavoro inpostato sul sondaggio profondo e le prospezioni mirate sono state interrotte a causa delle forti piogge nel centro del paese. Siamo arrivati ad avere oltre 1,5m d’acqua sopra il livello del pontile, con conseguente aumento della corrente e diminuzione della visibilità. Con grande dispiacere abbiamo dovuto interrompere i lavori in anticipo date le contizioni proibitile di immersione.

Ciononostante la campagna è stata produttiva, con all’attivo un nuovo relitto identificato, molte monete, una testa in marmo bianco del dio Bacco e svariati monili in oro. Senza contare le anfore intere e tutta una serie di piccoli oggetti della vita comune in osso e in bronzo.

Pascal con la testa di Bacco – Foto G. Savon 2ASM

Les Saintes Maries de la Mer

Pubblicato: 24 agosto 2012 in Uncategorized

Finalmente in acqua…erano mesi che aspettavo questo momento: l’inizio delle immersioni. L’equipe è composta da otto subacquei, un COH (Chef Operations Hyperbare) che gestisce e assicura la sicurezza durante le immersioni, il capitano della barca, un cuoco e Luc, il capo missione.

Come gli anni passati il mezzo appoggio è il “Brezehan”, un battello da pesca al tonno in linea riadattato a barca da ricerca e da mini-crociera. Dopo aver passato quasi sei mesi al cantiere navale per farsi ricostruire quasi interamente la fiancata di babordo non vedeva l’ora di riprendere il mare. Personalmente la trovo affascinante e piena di classe.

Flavien si occupa del rilievo di alcune sezioni murarie. Foto di G. Spada 2ASM

Per quanto riguarda il lavoro siamo alla ricerca di strutture antiche…o meglio di resti di strutture antiche, che in epoca romana sono state documentate da illustri storeografi al largo delle Saintes Maries. Più precisamente si tratta dei resti del tempio di Artemide. Sfortunatanente, o fortunatamente, nel corso dei secoli la linea di costa è arretrata di svariati centinaia di metri a causa delle canalizzazione del rodano e dei suoi estuari. Ciononostante la settimana è stata ricca di emozioni benché le fondamenta del tempio non siano ancora state ritrovate.

E’ stata una settimana segnata dalle difficoltà tecniche e ambientali, abbastanza frequenti le prime all’inizio di una campagna…imprevedibili le seconde. Regolati infatti i piccoli problemi organizzativi riguardo la vita a bordo e in mare la grande incognita è stata il tempo. benché l’acqua abbia toccato i 28° in superficie, il vento e le onde non ci hanno dato molta tregua…siamo passati da un vento forza 3 di martedi a forza 5 di oggi pomeriggio.

Il lato positivo di avere un mare in superficie capriccioso è avere un fondale pulito e con grande visibilità, almeno in questo tratto di mare.

La seconda vita delle anfore. Foto di G. Spada 2ASM

Per quanto riguarda i ritrovamenti ancora nulla di sensazionale, alcune anfore Dressel I spesso abitate e il reperimento del sito settecentesco denominato “La redoutte”, un avanposto militare posto tra la Provenza e la Linguadoca…speriamo che, come spesso accadeva, strutture più moderne si siano sovrapposte a strutture più antiche preservandone almeno una parte.

Mare mosso, fatica, lividi, sonno scarso e infastidito da caldo e zanzare grosse come fenicotteri…però sentire la sveglia alle 07.30 ed esserne felici non ha prezzo!

A presto

La campagna di scavo programmata nei pressi del porto di Saintes Maries de la Mer stenta a decollare. A causa della rottura della pompa di sentina del “Brezehan” la nostra barca appoggio, che al momento si trova a Cassis (circa 14 ore di navigazione da Marsiglia), tutte le operazioni di carico del materiale presso il DRASSM sono ovviamente state rimandate. Se il capitano/meccanico e il mare ci assistono un po’, dovremmo essere pronti e operativi per caricare bombole, compressori e molti altri materiali il mattino di lunedi prossimo venturo. Arrivo previsto a Saintes Marie de la Mer lunedi in serata e inizio delle attività subacquee martedi mattina.
Per nostra fortuna, anche fossimo stati già pronti lunedi scorso, non avremmo potuto fare granché a causa delle condizioni del mare…troppo agitato.

In discesa su un accumulo di pietro forate, basi sulle quali si innestavano gli antichi pontili romani in questa zona Foto di K. Antoniazzi 2ASM

Il fine dichiarato di questa campagna programmata, è l’ampliamento della “Carta archeologia di Camargue”; in pratica una mappatura palmo a palmo del fondale con sondaggi stratigrafici in zone particolarmente interessanti dal punto di vista archeologico perché ricche di accumuli di ceramica o di grosse pietre da costruzione.

Nel nostro caso si tratterà di ispezionare il sito denominato “La redoutte”, identificato lo scorso anno a fine campagna e ancora tutto da scoprire.

“La redoutte” . Foto K. Antoniazzi 2ASM

Dragaggio del porto di Genova

Pubblicato: 9 agosto 2012 in Uncategorized

I lavoro che ho appena terminato, assistenza archeologica al dragaggio del porto di Genova, rientrano nei piani di ampliamento del porto turistico al fine di poter ospitare navi da crociera sempre più grandi.

Per tale ragione l’Autorità Marittima di Genova ha deciso di investire in questo enorme progetto che prevede, non solo il dragaggio del sedimento superficiale composto da sabbia e limo, ma di arrivare alla quota di -15m.

Una volta riempita, la bettolina viene trainata dal rimorchiatore sino all’area di scarico dove, sempre con l’ausilio di una benna, viene svuotata del contenuto.

I lavori di dragaggio meccanico sono stati quindi assegnati ad una ditta specializzata in tali lavori, l’olandese ROYAL BOSKALIS WESTMINSTER che, lavorando con turni da 12 ore, 24h su 24h, 7 giorni su 7 entro Natale prevede la conclusione sia del dragaggio del sedimento sciolto in superficie, sia la pulizia del sedimento roccioso risultante dal brillamento di microcariche piazzate in profondità tramite carotatrici.

Sostenuta da quattro piedi mobili, la piattaforma “Rockbuster” ha il compito di posizionare in modo millimetrico gli esplosivi (cariche da 25kg) e farli brillare…con tutta felicità dei gabbiani.