Missione Rodano

Pubblicato: 7 novembre 2012 in Uncategorized

Finita la campagna programmata per la continuazione della “Carta archeologica di Camargue” presso Les Saintes Maries de la mer, l’equipe si è trasferita sul sito di Arles. Scopo della missione arricchire il già florido paniere della carta archeologica della città con prospezioni mirate e, contestualmente, procedere più nel dettaglio con uno scavo stratigrafico accanto al settore indagato l’anno passato.

Nonostante qualche piccolo intoppo di natura tecnica, la missione si è svolta con grande regolarità ed efficienza. Durante le settimane centrali di campagna, ancora condizionate dalla presenza dei volontari in vacanze, siamo arrivati ad un totale di quasi venti subacquei. Il tutto, ovviamente, a totale beneficio della ricerca.

Per quanto riguarda i ritrovamenti di un certo valore, non posso dire che siano stati innumerevoli, ma sicuramente di qualità.

Lo scavo stratigrafico, su un quadrato di ricerca di 3x3m addossato al relitto di ARH8, ha permesso di studiare le tipologie di piena nei secoli, la loro potenza e fare una stima dell’area alluvionata. Quest’ultimo dato risulta particolarmente interessante al fine di avvalorare la tesi di Luc Long, secondo il quale il ricco “giacimento” di materiali prezioni sia opera di una grande piena.  Gli archeologi terrestri, giusto in corrispondenza della nostra area di ricerca, hanno reperito a 6m di profondità, quindi quasi a pelo d’acqua nel II sec., un forno a calce. E’ quindi possibile che le acque vorticose abbiano trascinato verso il letto del fiume tutti quei materiali ammassati senza la possibilità di recupero…fino ad oggi.

La stratigrafia, analizzati in macrostrati, si presenta alquanto regolare: sabbia-pietrisco e rami con fogliame-argilla molto compatta-sabbia e via dicendo. Maggiore è la profondità, minore la presenza di materiali moderni. Per quanto riguarda la datazione degli oggetti più antichi, qui nasce il problema. Benchè gli strati di argilla totalmente sterili, abbiano sigillato i macro strati, il gap temporale della ceramica varia dal I al IV sec. senza grande regolarità. La stratigrafia in ambiente fluviale è molto complicata, è possibile quindi fare una stima approssimativa basandosi sia sulla ceramica che sulle decine di monete ritrovate.

 

Gioielli in oro – Foto M. Chanas 2ASM

 

Purtroppo il fiume è capriccioso e se per la prima parte di missione è stato clemente regalandoci anche 1m di visibilità, le ultime due settimane sono state difficili. L’ottimo lavoro inpostato sul sondaggio profondo e le prospezioni mirate sono state interrotte a causa delle forti piogge nel centro del paese. Siamo arrivati ad avere oltre 1,5m d’acqua sopra il livello del pontile, con conseguente aumento della corrente e diminuzione della visibilità. Con grande dispiacere abbiamo dovuto interrompere i lavori in anticipo date le contizioni proibitile di immersione.

Ciononostante la campagna è stata produttiva, con all’attivo un nuovo relitto identificato, molte monete, una testa in marmo bianco del dio Bacco e svariati monili in oro. Senza contare le anfore intere e tutta una serie di piccoli oggetti della vita comune in osso e in bronzo.

Pascal con la testa di Bacco – Foto G. Savon 2ASM

Annunci

I commenti sono chiusi.